Con l’atto di proposta governativa n° 464, in discussione in questi giorni in Parlamento, si propone di correggere il decreto legislativo 142/2015, in materia di commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale, e di minori non accompagnati.

Tema questo di estrema attualità ed interesse per Trieste, che assieme ad Udine , dopo la possibile chiusura di quella di Gorizia potrebbe vedere attivata la commissione che deciderà il riconoscimento della protezione umanitaria per gli aventi diritto.

Le disposizioni in discussione parlamentare in questi giorni però a nostro avviso non andranno a migliorare il decreto, anzi lo impoveriranno di professionalità, tutto ciò a discapito perfino degli stessi richiedenti asilo.

Si tratta infatti di assumere attraverso un bando di concorso 250 funzionari amministrativi, che pur in possesso di una laurea triennale, andrebbero ad estromettere da suddette commissioni sia gli Enti Locali che addirittura i funzionari di Pubblica Sicurezza.

Di fatto competenze di poliziotti (è il poliziotto che si dedica alle pratiche) e sindaci, coloro che gestiscono materialmente il problema, che lo conoscono e che lo “subiscono”, saranno “rimpiazzate” da quelle di un “neolaureato” che per quanto possa essere capace non è a contatto diretto con l’ufficio che ha istruito la pratica e tantomeno può fungere una funzione di controllo.

La Polizia ed i sindaci hanno un’esperienza pratica, sia dal punto di vista del controllo che della funzione del sistema.

E’ necessario quindi valutare correzioni e sanare situazioni in questo disegno di legge, anche nell’interesse degli stessi richiedenti asilo.

Così facendo si mira invece a burocratizzare, condizionando e fidelizzando queste commissioni, non per amore di legge, ma sotto un profilo di indirizzo ideologico e politico.

Si potrebbe piuttosto, se l’intento è quello di rafforzare con più unità e di questo certamente c’è bisogno, spalmare queste 250 assunzioni nelle amministrazioni che già forniscono personale.

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