Esprimiamo innanzitutto il nostro cordoglio e vicinanza alle vittime di questa vicenda.

Il gravissimo fatto di Opicina di oggi evidenzia ancora una volta le necessità per la nostra comunità di una sicurezza più reale oltre che percepita.

Stiamo facendo sicuramente molto, con il numero di cui disponiamo, ma sicuramente non riusciamo a fare tutto.

E’ chiaro che fatti come questo purtroppo non si possano sempre prevenire; ma è certo che un apparato sicurezza maggiormente rafforzato e non come quello attuale carente su tutto, uomini, mezzi equipaggiamenti e formazioni, aiuterebbe di certo a migliorare la situazione.

Il SAP è da tempo che pone l’attenzione proprio su Opicina e l’altipiano carsico.

Sulle condizioni di un Commissariato ormai posto ai minimi termini che un tempo contava 33 operatori e che oggi ne conta solo una decina.

L’attività di polizia non è solo perlustrazione e prevenzione, ma anche intelligence e parte amministrativa.

Una “coperta corta”, quella di oggi di cui dispongono le forze di polizia, una situazione che porta spesso a dover espletare molti incarichi e senza avere nemmeno l’attenzione e la calma richiesta.

Si ricorrerà ancora una volta ai nuclei prevenzione crimine, che possono essere una risposta immediata, ma momentanea: non porterà alla lunga alcun beneficio duraturo.

Apprezziamo e concordiamo la linea adottata in questi giorni dal nuovo Questore su come impiegare gli operatori di polizia soprattutto nel controllo del territorio, razionalizzando al massimo i servizi da effettuare con le “poche” e ormai “anziane” forze rimaste in campo.

Riteniamo però che sia ormai giunto il momento che la politica passi dagli elogi dei giorni passati per l’operato delle forze dell’ordine, ad un riconoscimento concreto della basilare funzione sociale che questa professione ha.

Si pensi quindi in concreto ad assumere nuovi, giovani e numerosi agenti ed inoltre si dia prova concreta, rinnovando il contratto di lavoro illegittimamente bloccato dal 2009 (così ha decretato la Corte Costituzionale), rinnovandolo con un aumento dignitoso, invece della solita elemosina proposta.

RTA TeleAntenna