E’ il motivo della manifestazione nazionale, organizzata dal SAP a Bologna, alla quale ha partecipato anche la segreteria provinciale SAP di Trieste coordinata dal Segretario Lorenzo Tamaro, per sensibilizzare l’opinione pubblica e fare sentire al Capo della Polizia Prefetto Gabrielli, presente ad un evento nel capoluogo emiliano, il dissenso dei poliziotti a quello che sta accadendo al mondo sindacale della Polizia di Stato, in particolare al SAP, ma anche per il recente riordino delle carriere e il  rinnovo del contratto di lavoro, che ha così fortemente deluso le legittime aspettative della categoria.

Da anni il SAP  è fortemente impegnato nella denunciare le carenze dell’apparato sicurezza, portato su l’orlo del collasso operativo anche nel capoluogo giuliano, come spesso segnalato anche pubblicamente.

L’odierna manifestazione è stata indetta anche per denunciare l’attività di repressione delle libertà sindacali, messa in atto nei confronti di rappresentanti del SAP.

I poliziotti hanno diritto di associarsi in Sindacati nel rispetto dei principi fondamentali della carta costituzionale.

Negli ultimi tre anni il Governo ha NEGATO, diversamente da quanto previsto per legge, alle rappresentanze sindacali di Polizia (categoria che non ha diritto di sciopero) di condividere la parte economica postata nel documento economico finanziario prima della sua emissione.

Il Governo ha IMPOSTO, alle rappresentanze sindacali, una bozza di riordino atteso da più di 20 anni dalla categoria con ridotti margini di modifica e che di fatto, dopo la sua attuazione, non  ha sortito alcun beneficio per la categoria, anzi un forte malcontento.

Il Governo ha “PROPOSTO” alle organizzazioni sindacali una bozza di contratto che non poteva non essere siglato dal SAP, pur fortemente contrario, pena l’esclusione per i prossimi anni dal poter svolgere la propria “rappresentanza”, così come prevede una legge così assurda per uno stato democratico.

In questi giorni il Segretario Generale del SAP Gianni Tonelli è stato proposto per la sospensione dal servizio per aver, nelle vesti di sindacalista (è bene precisarlo), criticato e posto il dubbio su l’opportunità del coinvolgimento “politico” di un vice capo della Polizia nell’ambito delle sue funzioni lavorative.

Vogliamo una polizia moderna, al passo con i tempi e dignità per le sue famiglie.

Non vogliamo che la SICUREZZA faccia un balzo indietro di 40 anni, un Paese democratico, civile e moderno questo non può permetterselo, né permetterlo!

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