In passato, facendo l’esempio di un comune minore della provincia del capoluogo Giuliano, avevamo invocato l’installazione di telecamere nei punti nevralgici; apparecchiature di un certo livello in grado di poter scrutare in modo preciso l’ingresso e l’uscita di veicoli sul territorio, ma anche delle persone che transitano per il centro cittadino al fine di poter identificare gli autori di reati sull’intera provincia di Trieste.

Oggi Muggia: come in molti altri comuni d’Italia, la situazione sicurezza presenta le stesse problematiche ed i cittadini invocano, a ragione, sempre più presenza e controllo da parte delle forze dell’ordine.

Una maggior presenza da parte degli operatori della Polizia di Stato sul territorio che senza ombra di dubbio sarebbe auspicabile e ottimale.

Oggi però gli operatori di Polizia stanno già dando il massimo impegno ed apporto, in considerazione del fatto che il personale è sensibilmente diminuito, l’età media notevolmente aumentata, la mole di lavoro anche e molti “servizi” vengono ancora garantiti solo grazie alla buona volontà di chi sempre più spesso da la sua disponibilità ad effettuare il lavoro straordinario per poter svolgere quello ordinario.

Una prestazione straordinaria che poi non viene “riconosciuta” perché remunerata con importi vicini alla soglia dell’elemosina.

Sono un po’ gli effetti di quello che il SAP denuncia da anni sia in ambito locale che nazionale, una situazione che potrà migliorare solo se si vorranno adottare delle politiche serie e concrete volte ad investire sulla sicurezza.

Quindi, non una soluzione del problema, ma sicuramente un grande aiuto potrebbe dare l’investire sull’installazione delle telecamere da parte di enti pubblici, come ad esempio il Comune di Muggia.

Un supporto quello tecnologico, che non può sostituire l’uomo ma può essere un valido “collaboratore”.

Non di meno importanza, un’illuminazione adeguata per le vie cittadine, perché il buio spesso aiuta i malintenzionati”.