Non era frutto di allarmismi e nemmeno di fantasie notturne le ulteriori e recenti richieste del SAP giuliano di inviare personale di rinforzo a fronteggiare  i flussi migratori che attraversano la fascia confinaria di questa Provincia e che hanno visto un particolare incremento nell’ultimo bimestre.

Una situazione questa che si unisce ai mutati scenari di politica estera con un pericolo mai sopito di possibili infiltrazioni terroristiche.

E la visita dei giorni scorsi a Trieste del Vice Capo della Polizia Luigi Savina, è evidente, non è stato un caso.

Come già avvenuto in altre realtà nazionali, come ad esempio quella in ambito regionale di Tarvisio, sono stati inviati a Trieste contingenti del Reparto Mobile e del Reparto Prevenzione Crimine.

Si tratta di arginare il fenomeno mettendo in campo un maggior numero di uomini e mezzi, anche a supporto degli operatori “stanziali” in un territorio confinario, quello del capoluogo regionale, molto vasto e facilmente violabile, lungo più di 54 km.

Si tratta di far fronte ad una situazione  raramente osservata in passato, con rimando agli anni ’90 con flussi migratori così massivi.

Solo un primo step, quello delle aggregazioni del Reparto Mobile e del Reparto Prevenzione Crimine, ci attendiamo ora mezzi idonei al trasporto, luoghi sicuri per i trattenimenti, screening sanitario, sanificazione degli ambienti di lavoro e delle autovetture di servizio.

Auspichiamo che  questo invio di “forze” non siano una cosa temporanea, modello spot estivo da propinare agli organi di informazione, ma perduri fintanto che l’attuale situazione non troverà soluzione o correttivi definitivi con l’invio di personale permanente.

E’ necessario che il personale “permanente” a Trieste continui a poter svolgere i propri compiti di competenza senza essere distolti dalla problematica dei rintracci di clandestini.

In particolare modo  tutti coloro che svolgono azione di prevenzione e di controllo del territorio come ad esempio le “volanti” e ancor di più gli operatori della Polizia Stradale già così fortemente impegnati, in questo periodo dai flussi di vacanzieri diretti nelle località di villeggiature di Slovenia e Croazia.

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Il Piccolo Giornale

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