Più di 200 profughi intercettati, 4 passeur arrestati al confine con la Slovenia sul territorio giuliano, tutto in pochi giorni, dal 9 luglio, da quando sono arrivati i tanto richiesti dal SAP in questi anni rinforzi dei Reparti Mobili e Nuclei Prevenzione Crimine.

A certificare che la cosiddetta “rotta balcanica”, soprattutto in estate è attiva più che mai, lo dimostra non solo il numero di rintracci, ma anche “le mille tracce dei disperati”, come riporta il quotidiano di Trieste “Il Piccolo” che si possono trovare sulle vie d’ingresso.

“Tracce” che documentano il passaggio di un numero di persone ben più elevato di quello relativo ai rintracci e che rendono evidenti i molti luoghi d’accesso che il nostro territorio offre.

Buono è stato il segnale del Dipartimento della P.S., che rispetto al passato evidentemente ha “scoperto” il problema dell’immigrazione clandestina sul nostro territorio, peccato però che le forze messe in campo siano state per poco tempo e già notevolmente ridotte, pur non essendo ancora finita l’estate, periodo particolarmente favorevole agli ingressi, come ancora confermato in questi giorni.

Rinforzi che si sono rilevati alquanto utili in alcuni frangenti a dare un po’ di “ossigeno” agli operatori di Polizia territoriali, anche se in realtà molto si dovrà fare per migliorare l’utilizzo e l’efficacia dei reparti arrivati dalle altre città.

La dimostrazione questa che Trieste con le sue particolarità e la sua conformazione geografica oggi soffre di un numero insufficiente di operatori di polizia, malgrado rispetto ad altre città le proporzioni siano leggermente superiori.

A seguito dell’audizione del Ministro dell’Interno Matteo Salvini davanti alle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato dei giorni scorsi, il Segretario Generale del SAP Stefano Paoloni, ha ribadito la necessità di coprire il buco di 20 mila uomini in tempi brevi.

Tale è la mancanza solo nella Polizia di Stato, un buco che si fa sentire in tutte le sue criticità quotidianamente, anche a Trieste.

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