E’ ormai troppo evidente quale sia la differenza di intento, tra il SAP e tutte le altre rappresentanze sindacali, caratterizzato da contraddizioni così forti, che proprio in questi giorni in loro si evidenziano. Sindacati che si “trasformano”, alcuni che forse spariscono, altri che in ogni caso con una “maestria da equilibrista”, riescono a reinventarsi e trovare una nuova stagione rinnegando palesemente nei fatti (non ne le parole pur di mantenere strette le proprie tessere e la propria sopravvivenza) la propria appartenenza e storia.

Poi c’è chi invece pur avendo una rappresentanza veramente irrilevante a Trieste, utilizza la propria carica sindacale più per una sua crociata politica vera e propria personale, piuttosto che per rappresentare quel “pugno” di colleghi. Chissà se veramente il resto dei rappresentanti locali e quei pochi colleghi suoi iscritti apprezzino questa linea così “contro tutti ma di più contro qualcuno”! Noi non ne siamo poi così convinti! Assistiamo in questi giorni all’incredibile, all’esplosione della Uil Polizia in ambito nazionale e del conseguente “commissariamento” della struttura “traditrice” triestina che ha portato nel capoluogo giuliano ad aderire ad un nuovo soggetto, la Uil Sicurezza. Non è solamente un cambio di denominazione (la Uil Polizia continuerà ad esistere con Oronzo Cosi) ma un’idea comunque “confederale” che porterà i vertici triestini al quarto cambiamento di casacca in poco più di 8 anni (Siulp – Sup - Uil Polizia ed ora Uil Sicurezza). 

Quasi un primato!!! Anche questa volta evidentemente “sarà la volta buona”, si saranno scrollati definitivamente le cose che non andavano! Altra novità l’esplosione della Consap che trova un’accelerazione dopo la scomparsa del loro leader e Segretario Generale Giorgio Innocenzi. Un Consap che l’indipendente e autonomo Coisp si precipita inizialmente ad annunciare come confluente nella loro organizzazione sindacale. Sta di fatto che parte del Consap è confluito nel Coisp, ma anche nel SAP. Ma i colpi di scena non mancano, perché nel nome della lotta “confederale”, quella contro le autonomie e nel nome dell’indipendenza, il sindacato confederale “Uil sicurezza” e il sindacato indipendente ed autonomo “Coisp” decidono di federarsi e sedersi al tavolo assieme e rappresentare congiuntamente gli iscritti “confederalisti ed autonomisti”.

Tutti assieme appassionatamente, al di là delle ampie, evidenti e divergenti vedute. Per la Uil sicurezza una necessità vista la mancanza di forza rappresentativa! Ma per il Coisp orfano dell’espulso Maccari? Mah! “Affiliazioni” queste che sono inspiegabili dal punto di vista delle idee e dei programmi. Programmi! Ne hanno qualcuno? In questi giorni assistiamo al riapparire di tutti i sindacati, silenti per gran parte dell’anno alla ricerca, in questo periodo, di mantenere i consensi che possano dare a loro ancora la possibilità di vivere e continuare a fare cosa? Sinceramente non lo sappiamo. Il Siulp ad esempio, proprio in questi giorni a Trieste si è accorto, con una settimana di ritardo, che erano arrivati 47 clandestini, che c'è un problema immigrazione, che c'è un problema di carenza di personale, che c'è un problema sanitario connesso ai rintracci di immigrati.

Chissà se ora si accorgono che il riordino della carriere da loro applaudito è una presa in giro, che il contratto di lavoro firmato e da loro considerato un buon contratto in realtà è una vergogna, ecc. ecc. Ora che non c'è più Renzi si accorgono che ci sono dei problemi per gli operatori di polizia e quindi sono “liberi” di poter denunciare le carenze.

Il SAP invece continua dal 1981 nei suoi valori, nella sua Autonomia, parlando dei problemi dei colleghi ai colleghi, delle difficoltà quotidiane, proponendo dei cambiamenti per il bene non solo della categoria ma anche della brava gente. Un programma questo che evidentemente fa paura a chi non vuole “il cambiamento” oppure semplicemente che deve “qualcosa a qualcuno”. Una situazione che per noi del SAP invece non è più sopportabile né dal punto di vista lavorativo, né dal punto di vista economico.

Non serve elencare le iniziative del SAP svolte sia a livello nazionale che locale, sono ben visibili e sono ben certificate da molti obiettivi già raggiunti e molti che si apprestano ad arrivare. C’è molta strada da percorrere, perché siamo stati dimenticati da troppo tempo da tutti, si è dimenticata l’essenzialità del nostro operato per il buon andamento di un Paese democratico, com’è l’Italia. I risultati non possono per questo essere immediati, ma è necessario che si metta in moto la macchina per avviare questo rinnovamento. Noi del SAP continueremo il nostro percorso, che inizia ad essere condiviso da qualcuno che è abituato a salire sul carro dei vincitori.

Continuiamo noi del SAP nella nostra Autonomia a fare da traino anche a questi soggetti auspicando che i colleghi inizino a premiare chi in questi anni è stato il vero protagonista di questa stagione: il SAP!

 

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