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Un film già visto, tutto come previsto: inizia la primavera ed aumentano (e che numeri!!!) i rintracci, in realtà mai terminati!

E’ ora che l’Amministrazione si attivi subito, ecco le richieste del SAP:

AUTOMEZZI:

Ormai è necessario ed urgente il rinnovamento del parco macchine.

Non chiediamo Lamborghini o bolidi per sfrecciare ma veicoli affidabili, sicuri ed utili alla vigilanza prevista, ricordandosi che i 54 chilometri di linea confinaria sono perlopiù costituiti da strade sterrate che si addentrano in boschi spesso arrampicati sulle prime zone montane che separano l’Italia dalla Slovenia.

Di sicuro è impensabile poter percorrere tali strade con “utilitarie” come Renault

Clio e Fiat Punto, insufficienti perfino su strade asfaltate in frangenti come quelli accaduti l’altra sera con l’inseguimento del furgone con il carico di clandestini poi bloccato appena in provincia di Udine.

RINFORZI:

La scorsa estate sono stati inviati in “soccorso” ai nostri operatori quelli del II° Reparto Mobile e del Reparto Prevenzione Crimine di Padova per affrontare l’emergenza immigrazione.

Seppur un aiuto, utile in tempi d’emergenza, riteniamo che la situazione di oggi, ampiamente prevedibile, debba essere affrontata questa volta con personale qualificato in materia in grado di poter svolgere le mansioni burocratiche prettamente di Polizia di Frontiera e non solo utile al rintraccio dei clandestini, creando una vera e propria congestione.

 

Anche l’invio di questi reparti a livello economico, non sembra la miglior soluzione per le casse dello Stato.

Serve necessariamente un aggregazione di “specialità” con personale conoscitore della materia della Polizia di Frontiera!

STRADE SICURE:

Durante il Congresso Provinciale del SAP avente proprio come argomento “Sicurezza e legalità nei territori della Rotta Balcanica” il Prefetto di Trieste Valerio VALENTI esprimeva la volontà di richiedere un potenziamento del personale militare impiegato nell’operazione “STRADE SICURE”.

Il SAP, seppur ritenendo l’utilizzo dei militari un’estrema ratio, ritiene che ciò potrebbe essere di grande aiuto se ad ogni Sottosezione di Polizia di Frontiera di Trieste fosse assegnata  una propria ”muta” composta da

 

almeno 10 uomini (per un totale di 30 militari), corrispondendo ovviamente a tutti l’indennità omnicomprensiva come da attuali disposizioni vigenti.

Così facendo, si andrebbe quindi ad implementare la forza operativa, ad avere un più capillare controllo della zone “calde”, dare una maggiore percezione di sicurezza alla popolazione (cosa che in questo momento è totalmente assente), far gestire dal personale specializzato della Polizia di Frontiera di Trieste la totalità dei rintracci e degli atti.

Ogni qualvolta vengono rintracciati dei migranti, tutte le forze destinate al controllo del territorio denominato di “retrovalico” si concentrano presso la Sottosezione di Fernetti per il disbrigo delle pratiche inerenti il rintraccio, lasciando sguarnito TUTTO il restante territorio e dando la possibilità ad altri migranti di entrare in T.N. indisturbati (con tutta probabilità un’azione pianificata per agevolare la tratta di persone.

Dotando ogni Sottosezione di Polizia di Frontiera di una propria “muta” militare si andrebbe a liberare almeno una pattuglia della Polizia di Stato da compiti burocratici in modo da poter proseguire il pattugliamento lungo la zona confinaria.

Ritornando invece sul “becero” discorso economico, l’Amministrazione andrebbe sicuramente a ridurre le spese seppur pagando la prevista indennità ai colleghi ed ai militari.

Rimane comunque imperativa la risoluzione in brevi termini dei problemi inerenti il parco automezzi dell’Ufficio in questione.


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