Che sia davvero il momento della “svolta”!

Una svolta alla politica del decennio passato fatto di tagli lineari dettati da una spending review che ha letteralmente messo in ginocchio l’apparato sicurezza.

Una svolta agli errori fatti in passato, che si muova in continuità al cambiamento iniziato dal precedente esecutivo.

Le forze dell’ordine e l’apparato sicurezza ne hanno un disperato bisogno!

Con queste pensiero il Segretario Provinciale del SAP di Trieste Lorenzo Tamaro ha esordito nell'incontro pubblico che il PD ha organizzato con il senatore On. Emanuele FIANO ed i sindacati di Polizia di Trieste.

Una carenza organica di più di 300 unità solo nella provincia di Trieste e 800 nella Regione Friuli Venezia Giulia rispetto al 2007, che mettono in difficoltà le donne e gli uomini della Polizia di Stato nell'assolvere alle proprie funzioni, in una società che richiede sempre più presenza ed intervento degli operatori di polizia e una mole di lavoro che aumenta in maniera esponenziale.

Ruolo determinante saranno gli Istituti di Istruzione, come quello della Scuola Allievi Agenti di San Giovanni che se ristrutturata e magari ampliata potrà “sfornare” un maggior numero di nuovi poliziotti.

Il SAP, primo soggetto sindacale della Regione F.V.G., all’indomani dell’incontro con l’On. FIANO, rimane preoccupato per il futuro dell’apparato sicurezza a seguito della ridotta attenzione posta sul programma del nuovo Governo si esprime sull’argomento con un “Occorre offrire maggiore tutela e valorizzare il personale della difesa, delle forze di polizia e dei vigili del fuoco (comparto sicurezza e soccorso pubblico)”.

Ci sembra davvero troppo poco.

Come già detto dal SAP nel corso del dibattito organizzato dal PD, è necessario si ricorra al più presto a maggiori assunzioni per abbassare l’età media degli operatori di Polizia e rimpiazzare i pensionamenti.

Oggi ribadiamo che ciò serve a riportare l’organico a numeri maggiori e scongiurare deleterie chiusure degli uffici, nello specifico del nostro territorio, dare quindi linfa vitale al Commissariato di Rozzol-Melara, a quello di Opicina e alla Sottosezione di Frontiera di Villa Opicina.

Oggi, riaffermiamo che è necessaria per la Polizia di Frontiera di Trieste carente di più di 20 unità rispetto agli organici previsti per un normale servizio di retro-valico e assolutamente inadatto a fronteggiare i “rintracci”, sempre più corposi, che quotidianamente vengono effettuati sulla cinta confinaria del capoluogo di regione.

C’è bisogno di tutele professionali, ma anche formazione, mezzi, attrezzature e dotazioni come ad esempio il “taser”,  ma anche tutele sanitarie e supporto psicologico.

Lo vogliamo al più presto anche a Trieste.

In Italia ci sono state dal 1° di giugno ad oggi più di 160 aggressioni: accadono anche qui a Trieste ed in regione Friuli Venezia Giulia!

Abbiamo bisogno di dotare i poliziotti del “taser”, uno strumento di difesa utile anche a poter evitare tragedie già tristemente vissute proprio a Trieste.

C’è bisogno di una “svolta” all'approccio con le forze dell’ordine, dando più autorevolezza con norme ancor più stringenti nei confronti di chi si comporta illegalmente. 

TriesteAllNews

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