E’ noto che da tempo il SAP sta chiedendo un controllo sanitario qualificato da parte di personale medico nei confronti di quelle persone di cui nulla si conosce, tanto meno sotto il profilo sanitario che quotidianamente vengono rintracciate sulla nostra cinta confinaria e proveniente dalla cosiddetta “Rotta balcanica”.

E’ quanto il SAP ha ancora chiesto in questi giorni, nel corso di “tavoli di confronto” con l’Amministrazione, ritenendo la tutela della sicurezza della salute degli operatori di polizia come un diritto imprescindibile.

La recente emergenza lanciata dal Organizzazione mondiale della sanità, prodotta dalla diffusione in tutto il mondo della nuova ed aggressiva patologia virale “coronavirus” preoccupa in queste ore ancor più maggiormente tutti coloro che sono esposti ad un possibile contatto con categorie a rischio, fra questi i poliziotti.

E’ quindi necessario che oggi anche a Trieste si faccia una seria riflessione, senza sollevare alcun tipo di allarmismo, sulla necessità di aumentare l’attenzione e la protezione sanitaria per gli operatori di polizia, non solo sul “fronte terrestre”, ma anche in ambito portuale, dove sono più probabili dei “rapporti” con paesi che oggi sono particolarmente interessati da questa criticità.

A livello centrale il SAP ha chiesto vengano predisposte disposizioni e protocolli che meglio informino il personale della Polizia di Stato e date dotazioni che consentano a chi svolge i servizi d’istituto di poter affrontare ogni situazione con le migliori strategie. 

GBBO

 

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