Ci aspettavamo almeno una risposta, non un provvedimento, non un’ordinanza, ma solo una semplice comunicazione a una nostra legittima richiesta. Lo scorso mese di marzo, in momenti diversi, alcune delle OO.SS. scriventi avevano inviato al Governatore Fedriga, la richiesta per sottoporre tutti gli operatori della sicurezza e del soccorso pubblico operanti in Friuli VeneziaGiulia ai protocolli per l’effettuazione del c.d. “tampone” o altre attività che certifichino la negatività al COVID-19. Siamo consapevoli del delicato momento della vita del nostro Paese, siamo altrettanto consci delle difficoltà che esistono nel reperire i materiali di protezione individuale e quello per effettuare i riscontri alla positività al virus, ma è anche sotto gli occhi di tutti che dopo il personale sanitario, sul campo, esposti al rischio maggiore di contagio, ci sono gli operatori della sicurezza e del soccorso pubblico. Riteniamo questa iniziativa indispensabile per contenere il più possibile il diffondersi del contagio da Coronavirus tra i nostri operatori, necessaria per scongiurare il rischio di ritrovare in “quarantena” intere articolazioni dell’ordine e sicurezza pubblica della nostra Regione. In altre realtà, Veneto, Lombardia e Toscana, solo per citarne alcune, con ordinanze regionali è stata prevista l’applicazione del test di positività al COVID-19 per tutte le categorie maggiormente esposte a rischio, tra cui, appunto, anche gli operatori della sicurezza e del soccorso pubblico; in Friuli Venezia Giulia non siamo stati degnati nemmeno di una risposta alla nostra richiesta. Adesso ci aspettiamo i fatti oltre alle parole, che continuamente ascoltiamo ai microfoni delle TV o leggiamo sulle pagine dei giornali, qualcosa di concreto che vada oltre i plausi e ringraziamenti per quanto quotidianamente facciamo. 

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