Da tempo il SAP aveva chiesto la sospensione del trattato di Schengen, ritenendolo necessario per poter controllare in maniera più minuziosa gli “ingressi” nel nostro Paese, in concomitanza con eventi internazionali quali l’Expo di Milano e il Giubileo.

Avevamo chiesto anche un rinforzo di uomini delle forze dell’ordine per poter effettuare controlli seri ed accurati lungo tutto il perimetro della zona confinaria, lungo più di 50 chilometri, con la vicina Slovenia.

Avevamo chiesto perfino l’utilizzo dei “militari” per il presidio e controllo degli obiettivi sensibili come ad esempio Sinagoga, Siot, Porto ecc., ritenendoli più utili in quei compiti che a fianco di poliziotti.

Nulla di tutto ciò è stato fatto!

L’invio di 35 militari da dislocare nell’arco delle 24 ore nell’intera zona confinaria di Trieste, ci sembra sinceramente un’operazione di pura facciata che non serve nulla allo scopo della sicurezza reale.

E’ sotto gli occhi di tutti infatti che i controlli “a campione” fatti tra un valico e l’altro, non possano costituire il controllo richiesto per situazioni simili a quelle che stanno accadendo, con una minaccia terrorismo che incombe e che vede Trieste come una delle 10 città considerate dal “Viminale” come possibile obiettivo sensibile.

Oggi anche l’Austria, come altri paesi europei, ha deciso di sospendere il trattato di Schengen.

E’ ora che si proceda quindi a potenziare Trieste in maniera seria ed “importante”, perché rispetto al 2007, anno della dismissione dei confini, solo la polizia di Frontiera di Trieste ha perso 150 uomini.

Quanto sta accadendo dovrebbe far ben pensare poi al Dipartimento, che Uffici come il Settore di Polizia di Frontiera di Trieste, non dovrebbero mai rientrare nel progetto di chiusura che in questi giorni sembra tornare in auge con la scusa della “spending review”. 


 

 

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