Come è noto nei prossimi giorni verrà sospeso, in vista del G7 di Taormina, l’accordo di Schenghen e quindi i confini della nostra provincia si “chiuderanno”  temporaneamente (dal 10 al 30 maggio) e verranno ripristinati i controlli alle frontiere.

Spiace constatare che, pur “essendo riconosciuta la specificità del territorio”, non si intenda assolutamente rafforzare in termini di uomini la Polizia di Frontiera, quella incaricata e professionalmente preparata appunto ad effettuare i controlli della zona confinaria di Trieste che notoriamente è circondata da circa 54 km di confini terrestri, facilmente “permeabili e violabili”, nonché da quelli marittimi.

Dopo la rimozione dei presidi di polizia sui confini, la Polizia di Frontiera terrestre nel 2007 aveva perso circa 150 uomini e oggi l’organico ammonta a circa 100 unità a causa della mancanza di turnover che non garantisce nemmeno il numero previsto per le esigenze odierne. I numeri attuali non sono sufficienti già in una situazione di normalità e la prova di questa tesi è testimoniata dal continuo “silenzioso e lento smantellamento” che la porterà alla chiusura mai completamente smentita, della sottosezione di Frontiera di Villa Opicina, operazione necessaria per per poter garantire il mantenimento dell’organico delle altre sottosezioni e del Settore di Polizia di Frontiera Terrestre.

In considerazione dell’attività dei prossimi giorni, già all’inizio di aprile il SAP aveva inviato ai vertici della Polizia di Frontiera una nota con la quale chiedeva di conoscere il progetto d’impiego del personale e la logistica predisposta per il territorio giuliano in vista di questo appuntamento internazionale, repuntando impossibile  un controllo efficace e serio nell’arco delle 24 ore. 

Ricordiamo che in tutti i valichi di frontiera esistenti, compresi quelli secondari, non esiste più nessun supporto logistico in quanto le strutture e le cabine utilizzate un tempo come uffici, sono state rimosse o rese inagibili.  

Purtroppo, ad oggi, dai vertici di via XXX ottobre di Trieste e della 4^ Zona di Udine non abbiamo ancora avuto alcuna risposta e il motivo appare più che evidente.

L’annuncio pubblico in queste ore relativo ad un rinforzo di 35 militari francamente ci sembra l’ennesimo spot mediatico e nulla più dato che oggi, rispetto all’anno scorso, nell’operazione strade sicure sono impiegati ben 20 militari in meno!

Se la matematica non è un’opinione, ci saranno solamente 15 militari in più rispetto l’anno scorso e nessun operatore di Polizia di frontiera che, senza nulla togliere all’esercito, è professionalmente preparato a questo tipo di servizio.

Stretta ai confini triestini?

Mah! … con 15 persone si potrà forse garantire solamente un equipaggio in più per turno!

Il dispositivo messo in atto dal Ministero ci sembra veramente nulla, perché dire poco è davvero riduttivo dato che nostro Paese è sotto la continua minaccia del terrorismo e la bella stagione, come ogni anno, favorirà gli ingressi clandestini.

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