Il Sindacato Autonomo di Polizia esprime il proprio convinto apprezzamento per l’azione compiuta il 04 ottobre us dagli agenti dell'UPGSP della Polizia di Stato nella notte trascorsa a Trieste, quando un minore a bordo di uno scooter ,nei pressi di piazza Garibaldi, ha iniziato una fuga precipitosa non ottemperando all’alt intimato dagli operatori.
Secondo le ricostruzioni, il giovane ha percorso diverse vie nel tentativo di eludere la pattuglia, fino a quando non è stato fermato, dopo un inseguimento protratto anche a piedi.
Il sindacato vuole sottolineare come gli agenti abbiano agito con determinazione e professionalità, dimostrando coraggio e dedizione a tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza cittadina. In situazioni quali inseguimenti notturni, in ambiente urbano, con veicoli in movimento e potenziali rischi per terzi, è fondamentale una catena decisionale rapida, coordinata e ben supportata
In particolare, l’azione ha permesso di bloccare un soggetto che avrebbe potuto costituire pericolo per sé, per gli operatori e per l’incolumità dei cittadini.
Tuttavia, a fronte dell’intenso impegno richiesto in operazioni di questo tipo, il Sindacato ritiene indispensabile ribadire che gli operatori di polizia che conducono un inseguimento, soprattutto notturno, su mezzi in movimento operano in condizioni ambientali imprevedibili. Qualsiasi situazione imprevista potrebbe esporre l’agente a responsabilità penali e civili gravose, anche se l’operato è stato motivato dalla necessità di interrompere un’azione illecita.
Diventa pertanto essenziale che ci siano misure legislative e regolamentari che garantiscano adeguate forme di protezione legale per l’operatore di polizia, purché agisca nel rispetto delle normative vigenti e delle procedure consolidate.
Una vera armonizzazione tra le esigenze di repressione della illegalità e il rispetto delle garanzie individuali richiede che le Forze dell’Ordine non siano lasciate in balia di esiti processuali incerti per azioni intraprese nell’adempimento del proprio dovere.
Non può essere trascurato il contesto della criminalità minorile, che negli ultimi anni è emerso con maggiore frequenza nelle cronache locali e nazionali. Il recente fatto di Trieste testimonia come alcuni giovani acquisiscano comportamenti delinquenziali precocemente, anche attraverso furti di mezzi e fughe da controlli di polizia.
In questo ambito, è doveroso osservare che alcuni cittadini continuano a considerare i minori quasi come “bambini”,ignorando che, pur essendo già soggetti a regimi speciali, essi possano essere responsabili di azioni gravi e meritevoli di interventi repressivi.
Chi delinque, anche se minorenne, deve rispondere dei propri atti nei termini previsti dalla legge, senza che ciò significhi necessariamente rinunciare a percorsi rieducativi.
A tal fine, è spesso fondamentale applicare con equilibrio le misure previste dal sistema minorile: non solo misure protettive o educative, ma in casi gravi anche misure restrittive affinché il disvalore delle azioni sia percepito con chiarezza. La certezza del trattamento giuridico è un elemento di deterrenza imprescindibile.
il SAP ha la ferma convinzione che non si possa arretrare nella lotta alla delinquenza, compresa quella minorile: la società non può fare sconti a comportamenti che mettono a rischio la sicurezza collettiva.