Apprendiamo con favore l’annuncio del Governatore Massimiliano Fedriga e dell’Assessore Regionale Pierpaolo Roberti al termine dell'incontro con il sottosegretario agli Interni, Nicola Molteni, che esclama “il presidio delle Forze dell'Ordine sul territorio del Friuli Venezia Giulia, con particolare attenzione ai confini e alle attività di retrovalico, sarà operativo in maniera continuativa”
E’ una delle richieste che il SAP rappresentato dal Segretario Regionale Olivo COMELLI, dal Segretario Provinciale di Trieste Lorenzo TAMARO e il suo Vice Alessandro POLESE aveva avanzato nell’incontro richiesto e proposto da questo sindacato, con l’Assessore Regionale Roberti del 28 agosto u.s. e che l’Assessore stesso aveva garantito di voler chiedere al Governo.
Ci rendiamo conto delle difficcoltà oggi incontrate dall’Esecutivo a mettere in atto perfino un dispositivo come questo, in considerazione delle condizioni in cui versa l’intero Comparto Sicurezza.
Un segnale che fa comunque ben sperare per il futuro, dopo anni di soli tagli e di mancata considerazione sia nei confronti delle forze dell’ordine sia del problema che da tempo interessa il territorio del capoluogo giuliano in termini di immigrazione e sicurezza.
Si continui su questo passo, dando ulteriori risposte come ad esempio, nell’arruolamento in tempi brevi di nuove forze dell’ordine e formulando nuove norme da mettere a disposizione dei tutori dell’ordine affichè le loro azioni possano risultare più incisive, ad iniziare da una revisione della legge sull’immigrazione, auspicando procedure più snelle, semplici e che abbiano un’immediata efficacia, permettendo un reale immediato rimpatrio e respingimento delle persone che non hanno diritto di rimanere sul nostro territorio, anche e soprattutto a seguito di comportamenti delittuosi.
Attendiamo inoltre un accordo con il Governo della Repubblica Sloveno, appena esso sarà costituito,  per rispristinare, lungo il confine, la presenza di pattuglie miste di Polizia.
TriestePrimaNuovo
TriesteCafe
DiarioDelWeb
0
0
0
s2sdefault